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DISLESSIA KO podcast - 12 Leggere a colpo d'occhio

Lettura globale, rapida, tridimensionale e automatismi visivi: si può allenare davvero?

Nell’episodio di oggi di DislessiaKO ti parlerò della possibilità di allenare la lettura a colpo d’occhio, cioè quel tipo di lettura veloce, scorrevole, intuitiva che sembra nascere da sola,  ma che in realtà si costruisce, si sviluppa e – fortunatamente – si può stimolare.

Potrai ascoltare la puntata qui o sulla tua app di ascolto preferita (Podbean, Spotify, Apple Music, Youtube, Amazon Musica Audible), cercare "Pedagogia Flessibile" sulla tua piattaforma di ascolto oppure leggere l'articolo per ritrovare idee, strumenti e riflessioni da mettere subito in pratica.

Due parole: lettura globale

Hai mai visto un bambino che, pur conoscendo tutte le lettere, fatica a leggere parole semplici come "pane" o "cane"? Oppure un altro che, ancora prima di imparare l’alfabeto, riconosce al volo la scritta "Stop", o "Scuola", o magari il nome di una marca famosa?

Questo è l'effetto della lettura globale.

Si tratta di un meccanismo percettivo che permette di riconoscere visivamente intere parole come fossero immagini. Il nostro cervello crea un legame diretto tra il segno grafico e il significato, saltando la decodifica lettera per lettera.

È una competenza che si sviluppa naturalmente in molti bambini… ma non in tutti.

Ed è qui che entra in gioco la pedagogia flessibile.

 

Perché funziona: la via dorsale

Dal punto di vista neuroscientifico, la lettura globale attiva la cosiddetta "via dorsale", un circuito cerebrale veloce, implicito e automatico. Quando questo circuito è ben allenato, il bambino legge parole intere con un solo colpo d’occhio. Quando invece prevale la "via ventrale", ogni parola è una montagna da scalare: si affronta lettera per lettera, suono per suono.

Ecco perché in DislessiaKO 9 – La fatica di leggere, abbiamo parlato di quanto stancante possa diventare la lettura per alcuni bambini. Oggi, invece, ti invito a considerare una possibilità concreta: rendere la lettura più automatica e leggera, proprio allenando la via dorsale attraverso esperienze visive e corporee mirate.

 

Non solo letture: anche movimenti degli occhi, giochi e gesti

Leggere a colpo d’occhio non significa "leggere a caso" o "indovinare". È il risultato di un apprendimento integrato, che parte dalla memoria visiva, passa dal gesto, dalla manipolazione, dalla ripetizione, e si ancora all’esperienza concreta.

Ad esempio, quando un bambino gioca con una palla, poi con un disegno di una palla e con la parola "palla", la scrive con i pennarelli, la ritaglia, la incolla, la legge su un cartello, la percorre con le dita e poi la riconosce su un libro… sta costruendo una rete neuronale che gli permetterà di riconoscerla in un attimo. Quel colpo d’occhio non è istinto, è apprendimento profondo.

 

Aiutare la comprensione con gli indici

Come capire se un bambino sta sviluppando (o no) la lettura a colpo d’occhio?

  • Legge fluentemente solo le prime parole della pagina e poi rallenta?

  • Tende a fermarsi davanti a parole nuove anche se simili ad altre già lette?

  • Riconosce parole come "oggi", "tu", "io", ma non "ogni", "tutto", "idea"?

Tutti questi sono segnali che il magazzino visivo delle parole deve ancora svilupparsi: è un’area che possiamo allenare.

Come dice Jerome Bruner:
"L’educazione non è il riempimento di un secchio, ma l’accensione di una fiamma."
Ecco, la lettura a colpo d’occhio è l’espressione di una di quelle fiamme.

 

Attività pratiche per allenare la lettura globale

  1. Memory delle parole
    Scrivi su cartoncini parole semplici e frequenti (es. casa, papà, scuola, oggi). Creane due copie per ogni parola e gioca al memory. Più il bambino le associa visivamente, più facilmente le riconoscerà nella lettura.

     

  2. Caccia alla parola
    Prendi un testo semplice, magari adattato allo scopo. Chiedi al bambino di cercare e cerchiare una parola ripetuta frequentemente (es. “con”, “ma”, “poi”). Alleni così il riconoscimento visivo immediato.

     

  3. Parole tra le immagini
    Su un foglio, disegna 4 immagini (es. mela, sole, palla, libro). Accanto a ciascuna scrivi la parola corrispondente e una distrattore simile (es. mela / melaa, palla / pallo). Chiedi di collegare correttamente parola e immagine.
    Anche il riconoscimento degli errori è utile a mantenere presenza critica e concentrazione.

     

Quando qualcosa non va

Se il bambino:

  • Rifiuta la lettura anche per parole semplici

  • Fa confusione tra parole simili (“mamma” e “nanna”)

  • Si stanca già all’idea di iniziare

Non forzare: stai introducendo un automatismo e ha bisogno di sicurezza, non di fretta. Riduci il numero di parole da allenare a 3 al giorno, usa giochi brevi e stimolanti, coinvolgi il corpo (scrivere parole grandi con il corpo o con una torcia sul muro).

Il gioco visivo, se ben dosato, è molto più potente di una scheda ripetitiva.

 

Conclusione: leggere lasciando da parte la paura

Ogni parola è una porta. La lettura a colpo d’occhio permette di aprire molte porte con leggerezza, velocità e fiducia.
Ma se il bambino si ferma davanti a ogni parola come fosse un enigma, spessp è il nostro sguardo che deve cambiare. Torniamo a giocare con quella parola, a viverla, a riconoscerla come un volto amico.
Ricordiamoci che ogni bambino ha il diritto di leggere senza fatica, con lo stesso entusiasmo con cui si riconosce il proprio nome su un cartello colorato.

Prova queste attività per almeno una settimana. Osserva cosa cambia: nello sguardo, nella voglia di leggere, nella sicurezza.
Se vuoi approfondire, trovi materiali gratuiti su www.dislessiako.it e puoi richiedere un percorso personalizzato per il tuo bambino.
E se non lo hai ancora fatto, ascolta l’episodio 5 “Occhio al testo”: scoprirai come i movimenti oculari influenzano la lettura molto più di quanto immagini.