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DISLESSIA KO podcast - 14 Le Emozioni nella Lettura

Coinvolgimento, motivazione e piacere: come accendere il desiderio di leggere nei bambini

Oggi in questo episodio di Dislessia KO ti parlerò di come il coinvolgimento emotivo e la motivazione interna possano trasformare l’atto di leggere in un’esperienza desiderata, piacevole, memorabile. E di come, senza emozione, la lettura perda gran parte del suo significato.

Puoi ascoltare la puntata qui o sulla tua app di ascolto preferita (Podbean, Spotify, Apple Music, Youtube, Amazon Musica Audible) cercando "Pedagogia Flessibile" sulla tua piattaforma di ascolto oppure continuare a leggere l'articolo per ritrovare idee, strumenti e riflessioni da mettere subito in pratica.

Emozioni e Memoria

Leggere non è solo decodifica.
Non è una semplice attività mentale da automatizzare.
Leggere è entrare in relazione con ciò che è scritto. E ogni relazione è sostenuta – o bloccata – dalle emozioni.

Antonio Damasio, neuroscienziato, afferma che “le emozioni non solo influenzano il pensiero, ma sono parte del processo decisionale e della memoria.”
Questo significa che ricordiamo meglio ciò che ci emoziona.
E che, quando un bambino si emoziona leggendo, non solo capisce meglio ma impara meglio.

Motivazione interna e Desiderio

Troppo spesso confondiamo “saper leggere” con “voler leggere”.
Ma un bambino può essere tecnicamente capace e completamente demotivato.
Perché la motivazione non nasce dalla bravura, ma dal desiderio.
E il desiderio nasce da un’esperienza emotiva positiva.

Ciò che ci ha fatto ridere, piangere, arrabbiare, sperare ci ha coinvolti.
E il coinvolgimento è il primo passo verso l’apprendimento autentico.

Pensa a un libro che hai letto che non riuscivi a chiudere, un capitolo dopo l’altro continuavi a volerne sapere sempre un po’ di più.
Probabilmente non era solo scritto bene: soprattutto ti parlava. Ti coinvolgeva.

 

Il coinvolgimento nell'infanzia

Nei più piccoli, questo legame tra emozione e apprendimento è ancora più evidente.
Un bambino che si senta giudicato, incalzato, frustrato, farà molta più fatica a imparare.
Tenderà a bloccarsi, reagirà, opporrà resistenza.

Ma un bambino che ride, che si incuriosisce, che si lascia coinvolgere dalla storia sarà più incline a continuare a leggere, a voler cercare nuove avventure.

Nell'episodio del podcast Dislessia KO 2 – Per leggere, non leggere abbiamo visto l’importanza di creare un contesto accogliente e non valutativo.
Oggi aggiungiamo la nuova dimensione dell’attivazione emotiva.

 

Le strategie per alimentare le emozioni

Come possiamo, allora, coinvolgere emotivamente i bambini nella lettura?
Non basta dire: “Leggi, che è bello!": serve costruire attorno ai libri un contesto ricco di risonanze affettive.

Ecco allora alcune strategie che funzionano:

  • Leggere insieme, condividendo il tempo e lo spazio

  • Scegliere storie che parlano ai vissuti dei bambini

  • Lasciarli scegliere liberamente, anche libri apparentemente poco significativi

  • Dare voce ai personaggi, usare il corpo, i gesti, la voce

  • Fare domande aperte: “Cosa avresti fatto tu?”, “Ti è mai successo?”

  • Drammatizzare, immaginare, disegnare, continuare la storia

Come dice Jerome Bruner: “Il significato non è nei segni, ma nella relazione che l’individuo costruisce con essi.”
In altre parole: la lettura ha senso solo se ha senso per chi legge.

 

Qualche attività pratica

Ecco qualche attività che può contribuire ad arricchire i rapporti con fiabe, racconti e storie.

  1. La scatola delle emozioni lette
    Prepara una scatola e delle carte colorate.
    Ogni volta che leggete insieme, scrivi (o fai disegnare) un’emozione provata durante la lettura. Alla fine della settimana, aprite la scatola e confrontatevi su quali emozioni sono emerse.

  2. Il diario delle storie vive
    Invita il bambino a tenere un diario dove, dopo ogni lettura, scrive o disegna cosa lo ha colpito, cosa lo ha emozionato o cosa non gli è piaciuto. Senza correggere e senza chiedere cosa sono i vari elementi. Considera un privilegio quando ti racconterà qualcosa, osserva e ascolta.

  3. Girotondo delle scelte
    Prepara una piccola biblioteca con libri disponibili a rotazione, a casa o in classe, con libri di vario tipo. Ogni settimana il bambino può scegliere quello che più lo incuriosisce.
    La libertà e la scelta autonoma sono i migliori motori emotivi.

E se qualcosa si inceppa?

Può capitare che un bambino si rifiuti di leggere, mostri insofferenza, dica che si annoia.
In questi casi è meglio:

  • Non insistere subito.

  • Chiedere: “Cosa non ti piace?” o “Cosa ti piacerebbe leggere davvero?”

  • Offrire alternative non convenzionali: audiolibri, fumetti, storie da inventare.

  • Riportare il focus sulla relazione e non sulla performance.

Puoi trovare qualche attività per facilitare la lettura su www.dislessiako.it.
Se invece vuoi un supporto educativo personalizzato puoi prenotare un incontro individuale o ascoltare le puntate precedenti: ogni episodio è un passo verso un’educazione più attenta, viva e flessibile.


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